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Sito web per studio medico: cosa deve contenere e cosa consentono le regole sulla pubblicità sanitaria
Aggiornata il 18 ottobre 2026 · Redazione Inpulsio
Prima di prenotare una visita, quasi tutti cercano il medico su Google: vogliono sapere dove riceve, quali prestazioni offre, come si prenota e quanto costa. Un sito chiaro risponde a queste domande e riduce le telefonate di routine. Per i professionisti sanitari però la comunicazione segue regole più strette rispetto ad altre attività. Ecco cosa deve contenere il sito di uno studio medico e cosa conviene evitare.
Le regole sulla pubblicità sanitaria in breve
La pubblicità informativa dei professionisti è ammessa dal decreto Bersani (DL 223/2006, art. 2, convertito dalla legge 248/2006): titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e compensi possono essere comunicati, in modo veritiero e corretto.
Per il settore sanitario la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 525) ha aggiunto un limite: le comunicazioni informative di strutture sanitarie private e di iscritti agli albi delle professioni sanitarie possono contenere solo le informazioni previste dal decreto Bersani, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti, escluso qualsiasi elemento promozionale o suggestivo. In caso di violazione gli Ordini procedono in via disciplinare e possono segnalare il caso all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Anche il Codice di deontologia medica chiede un'informazione prudente, fondata su conoscenze scientifiche e che non crei aspettative infondate.
Le informazioni da indicare
Alcuni dati sono richiesti dalla legge, altri sono quelli che i pazienti cercano per primi:
- nome e titolo professionale, Ordine dei medici di iscrizione e numero di iscrizione (D.Lgs. 70/2003, art. 7, per le professioni regolamentate);
- specializzazioni effettivamente conseguite, indicate con la denominazione corretta;
- partita iva nella home page (DPR 633/1972, art. 35);
- per le strutture sanitarie, il direttore sanitario e gli estremi dell'autorizzazione, come chiedono di norma i regolamenti degli Ordini;
- indirizzo, orari, telefono e modalità di prenotazione;
- informativa privacy e cookie policy, con banner se il sito usa strumenti di misurazione o pubblicità.
Le pagine che servono
Per la maggior parte degli studi bastano poche pagine: home, il medico o l'équipe con il percorso professionale, una pagina per ogni area o prestazione principale, come prenotare, dove siamo, privacy e cookie. Le pagine dedicate alle singole prestazioni sono anche quelle che aiutano di più a farsi trovare su Google, perché rispondono a ricerche precise come "visita cardiologica Modena" o "ecografia tiroidea".
Nelle pagine sulle prestazioni conviene spiegare con parole semplici a cosa serve la visita o l'esame, come ci si prepara, quanto dura e cosa portare. Sono informazioni utili alla persona e coerenti con le regole, perché non promettono risultati.
Cosa evitare
Gli elementi che rendono una comunicazione promozionale o suggestiva sono quelli che più spesso creano problemi:
- sconti, offerte a tempo, pacchetti promozionali e prezzi presentati come occasioni;
- foto "prima e dopo" e promesse di risultato, come "guarigione garantita" o "senza dolore";
- testimonianze di pazienti pubblicate sul sito per convincere altri pazienti;
- superlativi e confronti con altri medici o centri;
- moduli che chiedono sintomi o dati sanitari senza un'informativa adeguata: i dati sulla salute sono categorie particolari per il GDPR (art. 9) e vanno raccolti solo se servono, con misure di protezione adeguate.
Prenotazioni, prezzi e Google
Indicare il costo delle visite è possibile, se le informazioni sono chiare e non presentate come promozione. Per le prenotazioni si può usare il telefono, un servizio di prenotazione online o WhatsApp: l'importante è che sia evidente chi riceve i dati e come vengono trattati.
Per farsi trovare contano il profilo Google dello studio, con indirizzo e orari coerenti con quelli del sito, la velocità da telefono e testi scritti per le persone. Prima di pubblicare, una rilettura con le indicazioni del proprio Ordine provinciale, che spesso ha un regolamento sull'informazione sanitaria, evita correzioni successive.
Domande frequenti
Un medico può fare pubblicità con il proprio sito?
Sì, purché si tratti di informazione: titoli, specializzazioni, prestazioni, orari e compensi, in modo veritiero e corretto. La legge 145/2018 (art. 1, comma 525) esclude invece qualsiasi elemento promozionale o suggestivo.
Si possono indicare i prezzi delle visite sul sito?
Sì, i compensi rientrano tra le informazioni ammesse dal decreto Bersani. Vanno evitate però formule promozionali come sconti, offerte a tempo o pacchetti presentati come occasioni.
Quali dati obbligatori deve avere il sito di uno studio medico?
Titolo professionale, Ordine e numero di iscrizione, partita iva nella home page, informativa privacy e cookie policy. Per le strutture sanitarie si indicano di norma anche il direttore sanitario e gli estremi dell'autorizzazione.
Si possono pubblicare recensioni o testimonianze dei pazienti?
Sul sito è meglio evitarle, perché rischiano di essere considerate un elemento suggestivo. Le recensioni lasciate spontaneamente dai pazienti su piattaforme esterne, come Google, sono un caso diverso, e la risposta del medico non deve mai rivelare dati sanitari.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista o del proprio Ordine sul caso concreto.