Sito web

Quanto costa un sito web per un commercialista e cosa deve contenere

Aggiornata il 7 ottobre 2026 · Redazione Inpulsio

Tre professionisti in piedi in uno studio luminoso

Per un commercialista il sito è spesso il primo contatto con un nuovo cliente: chi riceve un nome da un conoscente lo cerca su Google prima di telefonare. Il prezzo di un sito però varia molto, e non sempre è chiaro cosa si sta pagando. Ecco come orientarsi tra le diverse soluzioni e cosa non può mancare.

Le fasce di prezzo, in pratica

Non esiste un listino unico: il costo dipende da chi realizza il sito, da quante pagine servono e da cosa è incluso. Semplificando, le soluzioni sono tre.

  • fai da te con una piattaforma a modelli: si paga un abbonamento mensile o annuale, ma testi, foto, impostazioni e aggiornamenti restano a carico dello studio;
  • sito realizzato da un professionista o da una piccola agenzia: di solito un prezzo a corpo, che per un sito di poche pagine parte da alcune centinaia di euro;
  • progetti su misura di agenzie strutturate, con area clienti, integrazioni o molte pagine: i costi salgono a qualche migliaio di euro.

I costi da considerare oltre alla realizzazione

Quando si confrontano due preventivi conviene guardare anche cosa succede dopo la consegna. Le voci che fanno la differenza sono:

  • dominio e hosting: chi li intesta e quanto costano ogni anno;
  • canoni di manutenzione obbligatori o rinnovi automatici;
  • numero di modifiche incluse prima della pubblicazione;
  • chi scrive i testi e chi si occupa delle foto;
  • se lo studio riceve le credenziali e può aggiornare il sito da solo.

Cosa deve contenere il sito di un commercialista

Alcune informazioni sono obbligatorie. La partita iva va indicata nella home page del sito (art. 35 del DPR 633/1972). Per le professioni regolamentate il D.Lgs. 70/2003 chiede di indicare il titolo professionale, l'Ordine presso cui si è iscritti e il numero di iscrizione. Servono poi l'informativa privacy, se il sito raccoglie dati con un modulo, e la cookie policy con il banner, se si usano strumenti di misurazione o pubblicità.

Oltre agli obblighi, un sito utile per uno studio contabile contiene:

  • i servizi spiegati con parole semplici: contabilità, dichiarazioni, buste paga, apertura della partita iva, regime forfettario;
  • a chi si rivolge lo studio: privati, partite iva, società, settori specifici;
  • sede, orari, mappa e un contatto rapido, per telefono o WhatsApp;
  • una pagina sullo studio e sulle persone che ci lavorano, con foto reali.

Pubblicità e regole della categoria

Anche per i commercialisti la pubblicità informativa è consentita con ogni mezzo, sito compreso, purché sia veritiera, corretta, funzionale all'oggetto e non equivoca, ingannevole o denigratoria e non violi il segreto professionale (DPR 137/2012, art. 4). Il Codice deontologico della categoria va nella stessa direzione: bene descrivere servizi e competenze, meglio evitare promesse di risparmio fiscale o confronti con altri studi.

Come scegliere senza sprecare tempo e denaro

Per la maggior parte degli studi bastano poche pagine fatte bene: home, servizi, studio, contatti, privacy e cookie. Un prezzo chiaro e tutto incluso, dominio a nome dello studio, credenziali consegnate e nessun canone obbligatorio sono i segnali di un'offerta seria. Prima di firmare chiedi esempi di siti già realizzati e tempi di consegna scritti.

Domande frequenti

Quanto costa in media un sito per un commercialista?

Dipende dalla soluzione: con il fai da te si paga un abbonamento alla piattaforma; un sito di poche pagine realizzato da un professionista parte da alcune centinaia di euro; progetti più complessi arrivano a qualche migliaio di euro.

La partita iva deve comparire sul sito?

Sì. L'art. 35 del DPR 633/1972 prevede che il numero di partita iva sia indicato nella home page del sito web dell'attività.

Quante pagine servono al sito di uno studio professionale?

Di solito da cinque a dieci: home, servizi (anche una pagina per servizio), lo studio, contatti, privacy e cookie. Pagine dedicate ai servizi principali aiutano a farsi trovare su Google.

Il sito resta di proprietà dello studio?

Dovrebbe. Conviene chiedere che il dominio sia intestato allo studio e che vengano consegnate le credenziali di accesso, così il sito non dipende dal fornitore.

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista o del proprio Ordine sul caso concreto.

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