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Pubblicità per commercialisti: cosa consente il Codice deontologico e come trovare clienti
Aggiornata il 10 ottobre 2026 · Redazione Inpulsio

Anche per un commercialista farsi conoscere è possibile, ma con regole precise. Dal 1° aprile 2024 è in vigore il nuovo Codice deontologico dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che dedica un articolo alla pubblicità informativa e uno all'acquisizione della clientela. Ecco cosa dicono, in pratica, e quali canali usare per trovare nuovi clienti senza rischi.
La regola generale: pubblicità informativa con ogni mezzo
Per tutte le professioni regolamentate il DPR 137/2012 (art. 4) ammette con ogni mezzo la pubblicità informativa sull'attività professionale, sulle specializzazioni, sui titoli posseduti, sulla struttura dello studio e sui compensi richiesti. La pubblicità deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare il segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria.
Sito, profilo Google, annunci sui motori di ricerca e social network sono quindi strumenti leciti. Conta il contenuto del messaggio, non il mezzo.
Cosa chiede il Codice deontologico 2024 (art. 44)
L'art. 44 del Codice, "Informazione, pubblicità informativa e utilizzo dei titoli", fissa alcuni punti concreti:
- le informazioni devono essere trasparenti, veritiere e corrette, e non equivoche, ingannevoli, denigratorie, comparative, enfatizzanti, superlative o suggestive;
- ogni informazione deve poter essere verificata con elementi oggettivi;
- è vietato inviare, anche tramite terzi, messaggi elettronici a potenziali clienti offrendo le proprie prestazioni senza che ne abbiano fatto richiesta;
- i nomi dei clienti non possono comparire nella pubblicità, nemmeno con il loro consenso;
- va usato il titolo professionale previsto dall'ordinamento;
- il sito del professionista o dello studio non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari: meglio tenerlo strettamente informativo.
Acquisire clienti: il divieto di intermediazione (art. 19)
L'art. 19 vieta di acquisire clientela tramite agenzie, procacciatori, mediatori o con qualsiasi modalità di intermediazione, e di chiedere o ricevere compensi o vantaggi per aver segnalato un cliente. Il Codice vieta anche di offrire o pagare provvigioni a colleghi o a terzi per ottenere incarichi.
La distinzione da tenere a mente è tra acquistare strumenti e servizi pubblicitari per lo studio, pagati per il lavoro svolto, e affidarsi a qualcuno che presenta clienti in cambio di una percentuale o di un compenso per ogni incarico. Prima di scegliere un fornitore conviene leggere come è costruito il contratto e, nel dubbio, chiedere un parere al proprio Ordine.
I canali che funzionano per uno studio commercialista
Le persone cercano un commercialista soprattutto per bisogni precisi. Secondo le stime di Google Keyword Planner per l'Italia (ottobre 2026), "commercialista online" ha circa 3.600 ricerche al mese e "commercialista forfettario" circa 90, con un costo medio per clic tra 4,70 e 5,80 €. I canali da valutare sono:
- profilo dell'attività su Google con indirizzo, orari e telefono aggiornati;
- sito con una pagina per ogni servizio: dichiarazione dei redditi, apertura della partita iva, regime forfettario, successioni, contabilità;
- annunci su Google per le ricerche che uniscono servizio e città;
- contenuti informativi su scadenze e adempimenti, che aiutano a farsi trovare tutto l'anno;
- newsletter solo verso chi ha dato il consenso e rapporti con altri professionisti, senza compensi per le segnalazioni.
Errori da evitare
Gli errori più frequenti sono promesse di risparmio fiscale, slogan superlativi come "il commercialista più conveniente", confronti con altri studi, sconti proposti con messaggi non richiesti e testimonianze con il nome dei clienti. Sul piano pratico, il problema più comune è non rispondere in fretta: chi cerca un commercialista online contatta spesso più studi e sceglie chi richiama per primo.
Domande frequenti
Un commercialista può fare pubblicità?
Sì. La pubblicità informativa è ammessa con ogni mezzo dal DPR 137/2012 (art. 4) e dall'art. 44 del Codice deontologico, purché le informazioni siano veritiere, corrette, verificabili e non comparative, enfatizzanti o suggestive.
Un commercialista può indicare i prezzi delle sue prestazioni?
Il DPR 137/2012 include i compensi tra le informazioni che si possono comunicare. Devono essere chiari e verificabili, senza formule enfatizzanti o offerte proposte con messaggi non richiesti.
Si possono pubblicare le recensioni dei clienti?
Il Codice vieta di indicare i nomi dei clienti nella pubblicità, anche con il loro consenso. Le recensioni lasciate spontaneamente su piattaforme esterne, come Google, sono un caso diverso, ma non vanno sollecitate con vantaggi o compensi.
Un commercialista può inviare email promozionali?
Solo a chi le ha richieste o ha dato il consenso. L'art. 44 vieta di inviare, anche tramite terzi, messaggi elettronici a potenziali clienti per offrire le proprie prestazioni senza una loro richiesta.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista o del proprio Ordine sul caso concreto.