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Pubblicità per lo studio legale su Google: come funziona e quanto costa
Aggiornata il 10 ottobre 2026 · Redazione Inpulsio
Google Ads è lo strumento che permette a uno studio legale di comparire tra i primi risultati quando qualcuno cerca un avvocato per un problema preciso. Si paga solo quando la persona clicca sull'annuncio, ma il costo di ogni clic cambia molto da una materia all'altra. Ecco come funziona, quali cifre aspettarsi e come evitare gli sprechi più comuni.
Come funziona la pubblicità su Google per un avvocato
Lo studio sceglie le parole chiave per cui vuole comparire, per esempio "avvocato divorzio" o "avvocato del lavoro Milano", e scrive gli annunci. Quando una persona fa una di quelle ricerche, Google mette in competizione gli inserzionisti: la posizione e il costo del clic dipendono dall'offerta, dalla pertinenza dell'annuncio e dalla qualità della pagina su cui arriva l'utente.
Oltre alle parole chiave si impostano la zona in cui mostrare gli annunci, i giorni e gli orari, il budget giornaliero e le parole da escludere. Sono queste impostazioni, più del budget, a decidere se la spesa porta richieste utili.
Quanto costa un clic: i numeri delle ricerche più comuni
Le stime di Google Keyword Planner per l'Italia (ottobre 2026, media degli ultimi 12 mesi) danno un'idea dei volumi e dei costi per clic:
- avvocato del lavoro: circa 4.400 ricerche al mese, costo medio per clic 3,11 €;
- avvocato divorzio: circa 2.400 ricerche al mese, costo medio per clic 3,80 €;
- avvocato malasanità: circa 590 ricerche al mese, costo medio per clic 13,16 €;
- avvocato separazione: circa 480 ricerche al mese, costo medio per clic 3,85 €;
- avvocato successioni: circa 210 ricerche al mese, costo medio per clic 2,49 €;
- avvocato incidente stradale: circa 140 ricerche al mese, costo medio per clic 3,78 €.
Cosa significano questi numeri per il budget
Sono medie nazionali: in una grande città o in un periodo di forte concorrenza il clic può costare di più. Con un clic da 3 € e un budget di 15 € al giorno, lo studio riceve circa cinque visite al giorno. Il risultato dipende quindi da quante di quelle visite diventano una richiesta, e da quante richieste diventano un incarico.
Per questo conviene partire da una o due materie, in una zona abbastanza ampia, e valutare i dati dopo alcune settimane, quando si vede quali ricerche portano contatti e quali solo clic.
Parole chiave giuste e parole da escludere
Le ricerche che portano clienti sono quelle con un'intenzione chiara: una materia, spesso una città, a volte la parola "avvocato" o "studio legale". Ricerche informative come "come fare una separazione" o "tabelle risarcimento" attirano molti clic ma poche richieste. Vanno escluse anche le parole che portano persone in cerca di altro:
- lavoro, offerte di lavoro, stage, praticantato, concorso;
- gratuito, fac simile, modulo, pdf;
- nomi di città o regioni fuori dalla zona servita;
- termini di materie che lo studio non tratta.
Annunci e deontologia
Gli annunci di uno studio legale sono informazioni sull'attività professionale e seguono gli artt. 17 e 35 del Codice deontologico forense: devono essere veritieri, corretti, non comparativi, non equivoci, non ingannevoli e non suggestivi. Niente "il migliore avvocato", niente percentuali di cause vinte, niente promesse di risultato.
La pagina di atterraggio deve mantenere quello che l'annuncio dice: materia, zona, modalità del primo contatto. Un modulo breve o WhatsApp, con una risposta rapida, trasformano in richieste molte più visite di una pagina generica con il solo numero di telefono.
Domande frequenti
Un avvocato può fare pubblicità su Google Ads?
Sì. Il Codice deontologico forense consente l'informazione sull'attività professionale con qualunque mezzo, purché veritiera, corretta, non comparativa, non ingannevole e non suggestiva (artt. 17 e 35).
Quanto budget serve per iniziare?
Dipende da materia e zona. Con un costo per clic intorno ai 3 €, un budget tra 10 e 20 € al giorno porta poche visite al giorno: conviene partire su una o due materie e valutare i risultati dopo alcune settimane.
Meglio Google Ads o comparire nei risultati gratuiti?
Sono complementari. Gli annunci portano visite da subito ma costano a ogni clic; il posizionamento nei risultati organici richiede mesi di lavoro su sito e contenuti, poi porta visite senza costo per clic.
Uno studio può affidare le campagne a un'agenzia?
Sì. Pagare un servizio pubblicitario per il lavoro svolto è diverso dal pagare provvigioni per ogni cliente presentato, vietato dall'art. 37 del Codice. Conviene leggere bene come è costruito il compenso e, nel dubbio, chiedere un parere al proprio Ordine.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista o del proprio Ordine sul caso concreto.